La patata di alta montagna

La patata di alta montagna
Stefano Marcoz, intervistato durante la Festa di Baggio, ci dà degli spunti interessanti circa la patata di alta montagna, coltivata in un clima asciutto, privo quindi delle insidie dovute all’umidità e anche in assenza di alcuni parassiti che non proliferano a 1.800 metri di quota. Insomma un posto ideale per coltivare in maniera biologica.

Stefano dice che il sapore di questo tipo di patata lo noti da subito, inoltre contiene molti più sali minerali al suo interno. Da assaggiare assolutamente, e da accompagnare con dei formaggi stagionati.

Guardati l’intervista…

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Stephen Ausmus – This image was released by the Agricultural Research Service, the research agency of the United States Department of Agriculture, with the ID K11611-1 Fonte commons.wikimedia.org

Stefano Marcoz, ci parla anche delle carote antiche, quelle colorate, non arancioni per intenderci… La cosa interessante è che nel pensiero comune si crede che questi tuberi siano artificiali, pertanto si tende a guardarle con sospetto, in realtà dal XVII secolo erano le carote arancioni ad essere una novità grazie agli olandesi.

 

Vieni ad assaggiare le patate di alta montagna con i formaggi stagionati della cascina “Moin” della Valle d’Aosta (www.maisonagricolemoin.it)!

 

 

 

 

 

 

 

 

Anna Merlino